Maratona delle Dolomiti e Carnia Classic Crostis

Maratona delle Dolomiti ( Corvara ) – Carnia Classic-Crostis ( Tolmezzo )

La giornata delle grandi montagne, e che montagne…
Domenica 30 giugno, verrà ricordata come la giornata del calendario ciclistico amatoriale, in cui si sono dovuti fare i conti con le grandi montagne; a Corvara c’era in programma la Maratona delle Dolomiti, mentre la Carnia, in quel di Tolmezzo rispondeva con la Carnia Classic-Crostis, ambedue facente parte al circuito del Prestigio.
A Corvara si è corsa la 27° edizione della più blasonata corsa ciclistica amatoriale; ormai riuscire a parteciparvi è diventato più arduo che affrontare il percorso lungo: quest’anno record di richieste d’iscrizione, ben 31600! Come al solito i fortunati partenti sono stati “solo” 8500, di cui la metà stranieri, tra questi anche quattro atleti del nostro team.
Nonostante il lungo inverno abbia mantenuto la neve più del solito, l’organizzazione ha riconfermato i classici 3 percorsi: il Sella Ronda, il percorso medio di 107 km e 3090 mt di dislivello e la vera e propria maratona di 138 km con un dislivello di 4190 mt da superare.
Ormai tutti conoscono i passi da scalare e le varie difficoltà del percorso, in quanto essendo il sogno di tutti gli amanti della bicicletta, questa corsa non presenta più segreti.
Sul Sella Ronda si è cimentato il nostro Dario Toso, che dopo aver completato in passato i percorsi più lunghi, per questa edizione si è messo in luce sul giro dei 4 passi, chiudendo in 3h21’
Sul percorso medio, ovvero Sella Ronda, più ancora Campolongo, Falzarego e Valparola, si è cimentato Luciano Spanghero; “il dottore” che quest’anno ha raggiunto le dieci presenze ha guadagnato di diritto la partecipazione. Buona la prova finale, in quanto è giunto al traguardo sotto le 5h30’.
Anche sul percorso lungo si son viste le maglie del Team Isonzo: Elisabetta Del Monaco e Roberto Ferracin. I nostri rappresentanti, oltre alla sequela di montagne già citate, hanno dovuto affrontare anche l’ostico Passo Giau. Mentre Roberto l’ha presa comoda, la “Betty”ha chiuso con il buon tempo di 7h29’, classificandosi a metà gruppo.
E’ sempre uno spettacolo venir a correre su queste strade, lo standard organizzativo è sempre al top, e come in nessun altro posto si può pedalare ( e questo vale dal primo all’ultimo concorrente ) in totale sicurezza, vista la chiusura al traffico del percorso di gara per tutta la durata della manifestazione.
E la Carnia come ha risposto?
Beh, alla grande!
Fortunatamente la giornata era fantastica per pedalare, e il tracciato proposto, ha permesso ai corridori di scoprire scorci di indubbia bellezza delle montagne della nostra regione, e poi la chicca: la “Panoramica delle Vette “, quei 7 km di sterrato in cima al Crostis, con un panorama mozzafiato; pedalare in quota su un sterrato con una specialissima….esperienza che il sottoscritto si sente di paragonare con le mitiche “ Creste della Bala”, un must del ciclismo eroico che solo gli accaniti scalatori in cerca di “chicche”possono conoscere.
Purtroppo i concorrenti che hanno preso il via sono stati poco meno di un migliaio, a mio avviso si poteva sperare in una partecipazione più cospicua, ma vuoi la posizione geografica, un po’ accentrata della nostra regione, ma soprattutto lo spauracchio del Crostis hanno fatto la differenza; peccato, c’era la possibilità di dimostrare a Contador e compagni, che il Crostis si può affrontare anche al Giro d’Italia, offrendo così un’altra perla di rara durezza sulle montagne della nostra regione.
Come già detto, alle 08:00 di mattina, ai nastri di partenza di Tolmezzo si sono presentati un migliaio di atleti, molti dei quali pronti per il percorso lungo, per la curiosità del Monte Crostis, nuova trovata tra le salite più dure d’Italia, veramente di poco inferiore al vicinissimo Zoncolan.
Tra i partenti, nutrita rappresentanza di atleti del Team Isonzo…..correvamo praticamente in casa!
Due i percorsi messi a disposizione degli atleti: il lungo, con 155 km e un dislivello di 3780 mt e il “corto” di 107 km con un dislivello di 2050 mt.
Sul percorso corto si sono cimentati le nostre ruote veloci, ovvero un ottimo Massimo Comelli giunto al traguardo in 3h33’ al 27° posto assoluto, non lontano dei primissimi inseguitori del solitario vincitore Diego Palamin di Staranzano. Ottima la prestazione anche di Mauro Camuffo, giunto al traguardo in 3h40’ in 49° posizione; per lui una menzione particolare, in quanto il giorno prima è stato chiamato per una donazione di sangue ( ha un gruppo sanguigno raro , e c’era un’emergenza….senza esitazioni ha fatto il suo dovere ) che lo ha debilitato notevolmente, ma stoicamente e “inconsciamente” si è presentato ugualmente per disputare la gara: complimenti.
Poco oltre le 4 ore , l’arrivo di altri due colleghi del team, ovvero Riccardo Cossovel e Danilo Sciortino giunti a metà gruppo. Il percorso prevedeva dopo la partenza una quindicina di km in leggera salita fino Ampezzo, dove inizia ufficialmente la lunga salita che porta ai 1800 mt di Casera Razzo; 28 km di salita, discontinua, spettacolare con continui cambiamenti di scenario: un primo tratto con una stretta gola e strapiombi, e cinque lunghe gallerie con pavimento in porfido, fino a giungere al lago di Sauris, dove il panorama si apre con un lago blu, circondato da pendii boscosi e oltre le cime dei monti carnici. Alcuni tratti più pedalabili ed altri molto duri, specialmente prima di raggiungere l’abitato di Sauris di Sotto, e soprattutto gli ultimi 4 km finali dove si incontrano le pendenze maggiori del 15%.
Dallo scollinamento, lunga discesa di più di 20 km verso la Val Pesarina, fino giungere a Comeglians ( dove c’è la suddivisione dei percorsi ) per poi affrontare il più semplice valico di Ravascletto: 7 km per un dislivello di 426 mt . Dalla cima, ovvero sella Valcalda: discesa fino a Tolmezzo.
Sul percorso lungo invece, gli atleti dopo la lunga discesa di Casera Razzo, al bivio di Comeglians hanno intrapreso l’ardita salita al monte Crostis: un quinto grado che si attesta tra le più dure salite d’Italia, veramente di poco inferiore al vicinissimo Zoncolan. I numeri della salita del Crostis parlano chiaro e non fanno sconti: 15,5 km per un dislivello di 1402 mt, pendenza media 9,5 %pendenza max 18%-20%. Salita dura sino all’abitato di Tualis, e durissima sino alla vetta, dove nelle vicinanze negli ultimi tornanti ormai fuori dal bosco, pienamente esposti al sole ci si deve confrontare con le pendenze più dure!
Qui la musica cambia: anche chi sulla salita di Casera Razzo riusciva a fare la differenza sul ritmo qui è costretto a salire con il suo passo ….molto lento…in quanto l’impresa è arrivare in cima!
Diversi sono costretti a mettere piede a terra e salire a piedi!
Una volta scollinato, impossibile non fermarsi al ristoro in località Casera Chiandinis; da qui inizia il tratto più bello della gara: “la Panoramica delle Vette”, la strada prosegue a mezzacosta per circa 7 km, quasi tutti in sterrato. Ottima l’organizzazione che ha previsto ad ogni km un punto di assistenza meccanica, di cui anche nostri colleghi hanno avuto bisogno. Quando la strada torna asfaltata inizia la famosa discesa tecnica e pericolosa, teatro del famoso “golpe”dove Contador e compagni si sono rifiutati di scendere, imponendo all’organizzazione del Giro d’Italia un cambio di percorso di tappa. La discesa lunga circa 10 km sino a Ravascletto è tutta un brivido, fortunatamente tutto ok!.Dopo Ravascletto ancora discesa, questa volta molto veloce fino a Cercivento; si passano Paluzza e Treppo Carnico dove inizia l’ultima vera salita di giornata, ovvero Sella Duron: 10,5 km con un dislivello di 580 mt con pendenza max 12% per raggiungere i 1070 mt del valico. Molto veloce anche la discesa per Paularo, dove negli ultimi 500 mt , una serie di tornantini al 18% rendono ancora difficoltà alla gara. Dopo Paularo ancora una ventina di km con un continuo saliscendi passando anche fianco alla spettacolare cascata di Salino. Tornati sulla statale, ripassaggio sul torrente But, e da Zuglio fino al traguardo ormai pochi km , per dire : è fatta!
Al scoccare delle 7 ore di gara ecco giungere al traguardo i primi ragazzi del team Isonzo: Gianni Beraldo e poi Mauro Negro. Molto buona la prova dei nostri che si sono classificati nella prima metà del gruppo. Passa poco più di un quarto d’ora ed ecco al traguardo anche Roberto Rosin e sotto le 7h30’ anche Paolo Bevilacqua. A seguire Roberto Tomat, e Alessio Macuglia, poi ancora altri atleti, 430 in tutto a tagliare il traguardo.
Complimenti ai nostri atleti che hanno chiuso degnamente l’arduo percorso di questa gran fondo.
Veramente bella, anche se dura….sicuramente saremo ancora al via anche nella prossima edizione.
B.G.

la panoramica delle vette

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