2011 Andrea Tarlao

Ancora risuonava l’eco del titolo conquistato l’anno scorso quando Andrea Tarlao bissava ad un anno di distanza la vittoria del Campionato del Mondo a Cronometro.
Dopo il Canada, arriva il titolo Mondiale Danese: nella prova contro il tempo si conferma il più forte di categoria!

Il Podio dei Campionati Mondiali Cronometro in Danimarca

In queste prove è importante la forza fisica, ma è essenziale avere una predisposizione mentale. Ci descriva in breve la preparazione per le Cronometro

Innanzitutto grazie, sono davvero felice di aver onorato anche quest’anno la maglia azzurra portando a casa questo bel risultato. La cronometro, come tutte le specialità contro il tempo, è una disciplina molto dura ed è importantissimo trovare e mantenere la giusta concentrazione durante tutto lo sforzo. L’allenamento fisico non è affatto da trascurare, ma bisogna fare i conti con le proprie caratteristiche fisiche. Sono sincero preferisco evitare preparazioni specifiche, durante gli allenamenti mi diverto distraendo la mente e il corpo dopo un’intensa giornata di lavoro, tutto questo mi porta ad esprimere al meglio le mie caratteristiche di passista. Durante i fine settimana effettuo uscite un po’ più lunghe, spesso in compagnia di mio papà Riccardo che mi segue, mi consiglia ed aiuta negli allenamenti e con la manutenzione delle bici.


Durante quei 30,6 km a che cosa pensava?
L’esperienza danese mi ha portato fortuna sono riuscito ad ottenere il risultato che tutti si aspettavano, ma non è stato facile, il percorso leggermente ondulato, il vento e la lunghezza della prova hanno reso la gara molto dura. Al termine del primo dei due giri in programma ho avuto un cedimento, ma sapevo di essere in linea con i tempi dei migliori, tra i quali l’australiano favorito Michael Gallagher, ho dunque  cercato di stringere i denti e guadagnare nei tratti più duri a me favorevoli. Negli ultimi chilometri ho ripensato tra me e me alle parole del tecnico Mario Valentini, che prima di ogni occasione importante ci sprona a dare il massimo di noi stessi.


Dalla Danimarca quest’anno è arrivato un altro titolo Mondiale di Paraciclismo per il Friuli: il suo rapporto con Michele Pittacolo
Michele è il mio compagno di camera sin dal primo giorno di nazionale, abitiamo a pochi km di distanza e spesso per raggiungere i luoghi di ritrovo della nazionale condividiamo il viaggio insieme. La sua vittoria in Danimarca non è stata certo una sorpresa, sapevamo che la corsa in linea era adatta alle sue caratteristiche e sapevamo anche che la condizione era molto buona, non ha deluso le aspettative  ed è riuscito a salire sul gradino più alto del podio della categoria C4.


Tarlao ai Campionati Italiani a Montichiari

La nazionale di Paraciclismo si è rivelata una squadra vincente: il motivo, secondo lei, dei tanti allori mondiali.
Faccio parte della nazionale paralimpica dal 2010 e devo dire che la cosa che più mi ha colpito fin dal primo giorno di ritiro è stata l’unione di questo gruppo. Ognuno ha la propria storia e i propri sogni da realizzare e qualsiasi sacrificio viene meno perché c’è la passione per questo sport. In nazionale ognuno ha il proprio ruolo (atleta, meccanico, tecnico, massaggiatore,….) e sa che anche il più piccolo ed insignificante risultato che porterà servirà a raccogliere punti preziosi per la qualificazione olimpica.


Quando difendete con onore i colori azzurri, e ritornate in patria vestiti d’iride e con l’oro al collo, sentite di avere la diffusione sui media che vi compete?
Si, devo dire che sia i giornali locali sia quelli nazionali ci danno sempre lo spazio adeguato. Per non parlare dei siti internet, che divulgano in rete le notizie dei successi italiani in brevissimo tempo.


Secondo lei, il Paraciclismo è seguito in Italia come in altre nazioni?
In Italia il movimento Paraciclistico sta crescendo molto, ma a livello internazionale siamo forse ancora un passo indietro soprattutto rispetto ad alcune nazioni che riescono a mantenere “numeri” più elevati dei nostri, ma tutto sommato non possiamo lamentarci e le prospettive sono ottimistiche perché il movimento è in continua espansione. Speriamo che anche grazie ai nostri risultati a livello internazionale il Paraciclismo si faccia conoscere  su tutto il territorio e sempre più giovani con disabilità fisiche si avvicinino a questo splendido sport, superando le loro barriere fisiche.


Ritornando al titolo conquistato: dei ringraziamenti particolari? Una dedica?

Devo ringraziare tutta la mia famiglia, in particolar modo la mia ragazza Samanta che mi segue nelle corse e mi sostiene ( e sopporta…) durante la preparazione . Dedico a lei questa vittoria in Danimarca perché mi da la forza per affrontare qualsiasi difficoltà.

Un ringraziamento speciale va anche ai miei colleghi di lavoro e a tutti i dirigenti della Banca di Manzano è merito loro se ho potuto prendere parte ai più importanti appuntamenti internazionali di quest’anno.

Tarlao nella prova di Coppa del Mondo a Sidney

I prossimi obbiettivi?

Archiviata la stagione su strada 2011, come nazionale siamo già al lavoro sulla pista di Montichiari per preparare il Mondiale di Los Angeles che si terrà a metà febbraio 2012. Poi si guarderà avanti verso tutta la prossima stagione tra gare di coppa Europa e di Coppa del Mondo sperando di riuscire a ritagliarmi un posticino per le prossime Paralimpiadi di Londra (Nonno Aldo vinse proprio a Londra nel 1948 l’argento Olimpico nel canottaggio “Due con”).

Nel salutarla il Team Isonzo le porge i migliori auguri per la stagione alle porte e la ringrazia per la disponibilità dimostrata.


One Response to 2011 Andrea Tarlao

  1. bruna gregoretti/agostino de maio says:

    la zia bruna e lo zio agostino sono orgogliosi di te.

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