2011 Michele Pittacolo

Bogogno (No) 2009 – Roskilde (Danimarca) 2011: Michele Pittacolo si conferma Campione del Mondo

 
 
 
 

Arrivo del Mondiale – Roskilde – 11 settembre 2011

A Rosdilke la storia si ripete: dopo l’oro nella cronometro, quello nella prova in linea conquistati a settembre 2009 e quello su pista di novembre 2009, un altro alloro mondiale va ad aggiungersi alla sua ricca bacheca.

Una fuga per la vittoria: ci racconti com’è andata.

Su strada le categorie C4 e C5 corrono assieme ma la classifica finale è divisa. Ogni nazione può far partire 3 atleti per ogni categoria, l’Italia ha schierato 5 concorrenti sulle due categorie: io e Fantoni C4, Addesi, Tarlao e Triboli C5. Tutti gli avversari mi controllavano e ad ogni scatto erano pronti sulla mia ruota. L’ultimo giro c’è stata un’azione di 7 atleti cat C5 che hanno preso circa 20’ di vantaggio; sulla destra è partito come un fulmine il campione mondiale uscente C5, il brasiliano Soleito Gohr, e io gli ho preso subito la ruota. In 2 km siamo rientrati sui primi. A 10 km dall’arrivo eravamo 9 atleti: 8 della C5 e io unico C4, sapevo che era così ma a me non sembrava vero. Con me c’erano davanti due compagni di nazionale categoria C5, ho capito che io ero solo della mia categoria e mi sono messo davanti a tirare per loro affinché nessuno scattasse. A quel punto dentro di me ho realizzato che potevo tornare a riprendermi la maglia iridata, bastava non avere guasti meccanici. Gli ultimi 8 km ho sempre tirato, ai 300 metri ho mollato e a braccia alzate ho tagliato il traguardo, ormai certo di essere di nuovo il Campione del Mondo. Sono arrivato con un vantaggio di 54 secondi su un gruppo regolato dal rumeno Carol Eduard Novak (2° C4) davanti al norvegese Northen Jahar (3°C4).
Con questa vittoria ho consolidato il 1° posto nel ranking mondiale.

PODIO MONDIALE – ROSKILDE 2011

Oramai gli atleti paralimpici sono una realtà vincente. Di quanti atleti era formata la nazionale per i Campionati del Mondo Danesi e quali risultati hanno ottenuto?

Gli atleti paralimpici si dividono in varie categorie a seconda della loro disabilità; la nazionale italiana in trasferta danese era composta da 18 atleti rappresentanti le varie categorie sia maschili che femminili.
Ci siamo portati a casa un totale di 10 medaglie: 4 ori, 4 argenti e 2 bronzi. Un buon risultato che ci permette di essere la prima nazione nel ranking mondiale.

 

Lei sente che il rapporto con la stampa è cambiato: ora seguono maggiormente il paraciclismo rispetto ad un tempo?

Qualcosa comincia a muoversi, ma si fa ancora fatica. A volte la sensazione è di essere considerati ancora di serie B, anche se alcuni giornalisti già da diverso tempo sono riusciti a cogliere il valore dello sport paralimpico. C’è ancora molta strada da fare!

Lei ed Andrea Tarlao vi state facendo largo nel panorama planetario a suon di medaglie: com’è il rapporto con l’altro Campione del Mondo friulano?

Con Andrea mi trovo bene, durante i ritiri con la nazionale o le trasferte siamo compagni di stanza e cerchiamo di condividere, quando possibile, i viaggi. Non abitiamo molto vicini, quindi è difficile conciliare gli allenamenti insieme, ma stiamo via da casa con la nazionale talmente tanto che abbiamo modo di allenarci insieme in quelle occasioni. Un giornalista ci ha anche soprannominati simpaticamente i “gemelli friulani”!. Credo sia un onore per la nostra Regione avere ben 2 atleti in nazionale italiana.

Lo sport ti aiuta! Un messaggio a tutti i ragazzi con problemi fisici affinchè percepiscano l’importanza di praticare una disciplina sportiva.

Nella mia esperienza se non avessi avuto la bici probabilmente ora sarei molto diverso come persona, sarei stato finito. Lo sport, qualsiasi sport, è un insegnamento di vita non solo per chi ha difficoltà fisiche ma anche per chi non le ha.

Chi si sente di ringraziare dopo la conquista del titolo Mondiale.

Questa medaglia mondiale va divisa in tanti pezzettini perché sono diverse le persone che mi hanno aiutato a conquistarla: in primis mia moglie Raffaella che è sostegno continuo anche durante gli allenamenti, la mia massaggiatrice e grande amica Albina Di Santolo, il CT Mario Valentini che ha dato le direttive giuste e i miei compagni di nazionale che in gara sono stati grandi.

I prossimi obiettivi, le prossime gare in cui ci tiene a far bene.

La prossima gara che mi vedrà al via è il Campionato Italiano Paralimpico MTB che da una mia idea è nato lo scorso anno e sarà organizzato per la seconda volta a Spilimbergo (PN) il 15 aprile prossimo. La MTB ce l’ho nel cuore, dopo i 7anni da dilettante sono passato al fuoristrada e in 10 anni con la mountainbike ho avuto grandi soddisfazioni. Spero che la MTB prima o poi entri a far parte delle discipline mondiali paralimpiche.
Mi piacerebbe vincere a fine maggio la prova di Coppa del Mondo a Roma che si disputa sul circuito del Gran Premio Liberazione dei dilettanti alle terme di Caracalla.
L’obiettivo più importante della stagione, oltre a partecipare ai Giochi Paralimpici, sarebbe il massimo tornare da Londra con una medaglia olimpica (e mentre lo scrivo sto facendo tutti gli scongiuri del caso!)

Nel salutarla il Team Isonzo le porge i migliori auguri per la stagione in corso e la ringrazia per la disponibilità dimostrata.

Grazie a voi!

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