2010 Andrea Tarlao

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Campione Mondiale Cronometro 2010 di paraciclismo,
si racconta al Team Isonzo

 

 

Presentazione: nome, cognome, data di nascita.
Andrea Tarlao, Gorizia 8 gennaio 1984

A che età ha iniziato a correre?
Ho iniziato a correre da giovanissimo nella categoria G4 con il Pedale Ronchese.

Com’è ricaduta la sua scelta sul ciclismo piuttosto che su altri sport?
Ho voluto a tutti i costi seguire le “orme” di mio papà Riccardo anche lui ciclista fin dalla giovane età. La passione per il ciclismo lo ha portato a raggiungere traguardi importanti correndo nelle categorie dilettantistiche fino a 39 anni. Lo sport è una passione di famiglia, infatti mio nonno fu vice-campione olimpico di canottaggio nel “due con” alle olimpiadi di Londra 1948.

La prima società e le altre con le quali ha gareggiato?
Ho corso G4-G5-G6 con il Pedale Ronchese, nella categoria Esordienti con il Corva Azzanese, Allievi e juniores con il Fontanafredda – Orsago, under 23 con il Team 2000 Site, Finauto Quick Step, nella categoria elite con Spercenigo e Caneva.

Prime soddisfazioni (non necessariamente legate a vittorie)
Fine 2005 sono stato contattato per un provino da uno dei team più importanti del panorama dilettantistico italiano: la squadra toscana diretta da Luca Scinto “Finauto – Quick Step”. Nel 2006 ho gareggiato per loro al fianco di grandi atleti, quali Grabowskii, Ginanni, Proni, mi sono allenato insieme a campioni come Visconti, Nibali, ecc.. Un anno fondamentale per me, è stata una vera e propria scuola di vita.

La più bella vittoria ottenuta nel periodo giovanile
La vittoria che più mi resterà nel cuore è senz’altro quella ottenuta proprio qui in regione nella “Coppa Diego Granzotto” a Corno di Rosazzo durante il secondo anno della categoria Juniores. Vittoria ottenuta sotto gli occhi di papà Riccardo e mamma Marina nel giorno della festa dedicata a tutte le mamme.

Le difficoltà incontrate nel cambio di categoria
Dalle categorie giovanili al dilettantismo non ho trovato molta difficoltà ad adattarmi, avevo accanto a me un maestro di ciclismo. Mio papà ha saputo sempre darmi i consigli giusti al momento giusto, mi ha insegnato che per raggiungere un obbiettivo bisogna dare il massimo.

Il dilettantismo in Italia secondo te: è visto come un gradino formativo per il passaggio al professionismo o è una categoria a se stante; è un arricchimento fisico e psicologico o è un ambiente che ti “spreme”?
Il dilettantismo secondo me è un gradino formativo fondamentale, è in questa fase che ci si rende conto dei veri limiti e delle capacità proprie di un giovane ciclista. Unica nota negativa è forse il fatto che nel dilettantismo sono avvantaggiate le squadre più forti e con più capacità economiche, mentre le squadre minori hanno poco spazio per farsi conoscere e portare alla luce giovani talenti.

Fino a che categoria ha corso e con che squadra, nella prima fase della sua carriera?
Ho gareggiato fino a maggio del 2008 come Elite S.C. portando i colori del gruppo sportivo Caneva.

A quale atleta si ispirava? Chi era il suo idolo ciclisticamente parlando?
Da piccolo amavo le imprese di Miguel Indurain, passista – cronoman capace di difendersi anche in salita. Ammetto di avere ancora il suo poster nell’armadio.

Per quale motivo ha smesso?
Ho smesso per motivi di salute e di lavoro. Ho preferito cercarmi un’occupazione fissa per crearmi un futuro sicuro. Ho passato tanti momenti difficili, ma non mi sono mai dato per vinto. Grazie al sostegno della mia famiglia e della mia ragazza ho coronato il mio sogno, ora lavoro per un importante istituto bancario della Regione e nel tempo libero mi mantengo in forma con lo sport.

Dopo aver smesso, ha appeso la bici al chiodo oppure ha continuato? Con quale squadra? Che disciplina ciclistica ha praticato?
Assolutamente no! Il ciclismo per me è un stile di vita, sapevo di non poter più competere ad alti livelli, ma non ho mai rinunciato ad allenarmi costantemente, sacrificando il tempo libero dal lavoro, per mantenermi in forma. Ho gareggiato a livello amatoriale ed ho partecipate a diversi granfondo, corse su strada e cronoscalate. Nel 2009 ho partecipato e vinto il Giro del Friuli Amatoriale e ottenuto il titolo italiano e mondiale di cronoscalata.

La scoperta del Paraciclismo. Con quale Società è tesserato?
Ho scoperto il paraciclismo durante le premiazioni di una corsa amatoriale. Nel mese di maggio ho partecipato alla cronoscalata amatoriale del Monte Zoncolan, lì ho conosciuto Daniele Zammicheli, team manager della squadra parmense “EnduranCenter”, parlando con lui dei miei problemi personali dovuti a complicanze al momento della nascita (una paresi ostetrica con lesione al plesso bracchiale), abbiamo pensato di cominciare quest’avventura insieme. Mi ha invitato subito a partecipare ad alcune manifestazioni per conoscere il gruppo e per mettermi alla prova.

I primi risultati in un ciclismo nuovo
Ho debuttato alla “Piacenza Paracycling Cup” ottenendo un terzo posto sia nella prova in linea sia nella prova contro il tempo, vincendo la combinata. Ed è proprio in quella occasione che ho conosciuto Mario Valentini il Tecnico della Nazionale Paralimpica, grazie a lui ho riacquisito coraggio e stimoli. A giugno ho deciso di partecipare al campionato italiano a cronometro e con grande sorpresa sono riuscito a cogliere il migliore dei risultati.

La gioia per la convocazione per i Campionati del Mondo a Baie Comeau in Canada
È stato un onore per me partecipare a questi mondiali, dopotutto non è una cosa che capita tutti i giorni.
All’inizio ero un po’ indeciso, anche perché avevo da poco trovato lavoro e non ero sicuro della possibilità di avere le ferie in quel periodo, ma grazie alla collaborazione di amici, colleghi e dirigenti ho potuto cogliere questa occasione al volo. Devo molto al Direttore Generale della Bcc di Manzano Angelo Zanutto e al Presidente Silvano Zamò.

Ed è arrivato il risultato pieno: Campione del Mondo a Cronometro!
Ho corso senza pensieri e senza obblighi, mi sono divertito molto anche perché noi della nazionale italiana eravamo un bel gruppo. E poi ho avuto quel pizzico di fortuna che nelle corse contro il tempo non guasta mai.

Come si allena per quella disciplina?
Purtroppo non ho molto tempo per allenarmi, durante la settimana mi concentro sugli allenamenti più intensi e specifici (durante l’inverno utilizzano i rulli), mentre nel weekend e nei festivi prediligo gli allenamenti di resistenza sulla lunga distanza. Mi alleno molto serenamente, non mi costringo a stressanti ripetute, mi piace pedalare.

È cambiato il suo modo di vivere il ciclismo entrando nel mondo del Paraciclismo?
No, non è cambiato affatto, so di correre comunque al fianco di grandi campioni e da quando sono in nazionale ho scoperto di poter contare su un gruppo molto unito ed affiatato. Grazie a loro ho vinto molte delle mie paure e vergogne fisiche.

Ora, da iridato a Cronometro, quali obbiettivi si pone?
Non ho obbiettivi particolari, preferisco vivere alla giornata senza pensare troppo al domani.

Nel salutarla il Team Isonzo le porge i migliori auguri per la stagione alle porte e la ringrazia per la disponibilità dimostrata
Grazie a Voi!

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