2009 Michele Pittacolo

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Campione Mondiale 2009 di paraciclismo,
si racconta al Team Isonzo

Noma Cognome e data di nascita
Michele Pittacolo, 5 settembre 1970

A che età ha iniziato a correre?
Ho iniziato a correre a 13 anni

Com’è ricaduta la sua scelta sul ciclismo piuttosto che su altri sport?
Da sempre il ciclismo mi piaceva, ho iniziato per gioco

La prima società e le altre con le quali ha gareggiato?
La prima società è stata il Velo Club Latisana fino alla categoria allievi, poi ho corso con la Ricreativa Morsano per 2 anni negli Junior. Poi 7 anni da Dilettante: 3 al Caneva, 2 alla Coppi Gazzera, 1 anno alla MG Boys e l’ultimo alla Fis Parolin. Tutti gli anni di MTB in diverse squadre. Ricordo con affetto i primi 4 anni di MTB fatti con il mitico Giordano Cottur

Prime soddisfazioni (non necessariamente legate a vittorie)
Già un piazzamento tra i primi 10 nella cat. Esordienti ed essere premiato con una coppa era già una grande soddisfazione per me

La più bella vittoria ottenuta nel periodo giovanile
Il terzo anno da Dilettante vittoria in una gara Open a Parenzo

Il dilettantismo in Italia secondo lei: è visto come un gradino formativo per il passaggio al professionismo o è una categoria a se stante; è un arricchimento fisico e psicologico o è un ambiente che ti “spreme”?
Ritengo che sia un buon ambiente propedeutico per il passaggio con i professionisti; è importante però incontrare sulla propria strada sportiva persone competenti che sanno guardare al di là dei risultati anche a livello psicologico

A quale atleta si ispirava? Chi era il suo idolo ciclisticamente parlando?
Quando ero giovanissimo il mio idolo era Giuseppe Saronni, poi anche se mio coetaneo ho sempre apprezzato e ammirato il grande Marco Pantani

Per quale motivo ha smesso?
A 25 anni, in quegli anni avrei potuto continuare ancora 5-6 anni da dilettante, come hanno fatto molti colleghi. Non sarei passato professionista e mi ero stufato, non avevo più stimoli per continuare

Dopo aver smesso, ha appeso la bici al chiodo oppure ha continuato? Con quale squadra? Che disciplina ciclistica ha praticato?
Per un anno non ho più toccato la bici conseguenza: aumento di peso! Così ho ripreso ma con la MTB per tornare in forma. Dapprima con la Veterani Cottur, poi altri club. La mountain bike mi ha dato grandissime soddisfazioni, ho gareggiato in tutta Italia, le valigie sempre pronte in giro da nord a sud. Per tre anni ho corso con una squadra marchigiana e ho vinto davvero tanto: venticinque di Granfondo assolute battendo anche gli elite. Su strada nel 2006 ho vinto il Campionato Italiano FCI master 2. Vittorie arrivate grazie agli allenamenti fatti durante le pause pranzo del lavoro.

L’incidente e la bicicletta: fatalità, consapevolezza, inevitabile depressione, il mutamento dei parametri di riferimento (le cose che riuscivi a fare prima e il modo di continuare a farle dopo), la vita cioè la vittoria più grande?
Appunto, la VITA, la mia vittoria più grande. Tutto il resto è passato, ora si pensa al presente. Le disabilità non sempre si vedono ecco perché non me la prendo quando mi dicono che non sono disabile. Io ho scoperto in me nuove risorse e aver modificato la bicicletta, spingere un po’ meno con la gamba sinistra o avere il braccio destro che a volte non si lascia comandare, non mi hanno impedito di continuare a coltivare la mia passione. Anche se a volte faccio fatica a parlare o la memoria va in ferie o l’equilibrio mi manca, mi ritengo fortunato: l’unico segno visibile dell’incidente è una bella cicatrice semicircolare in testa dovuta ai due interventi chirurgici di ricostruzione in resina e titanio del cranio; le altre cicatrici sul braccio invece non si vedono!

La bicicletta e la famiglia: i motivi e i modi per sentirsi parte di qualcosa
Il 12 settembre 2007 la bicicletta mi ha quasi tolto tutto, ma alla fine mi ha reso tutto con gli interessi. Ricominciare a vivere dopo l’incidente

Il nuovo inizio in bici
Tornare in bici ha significato capire che anche nella vita quotidiana potevo tornare come prima dell’incidente e non appena il primario della neurochirurgia mi ha dato il permesso sono partito: prima solo pochi minuti, con mia moglie al seguito in macchina, poi pian piano sempre distanze maggiori… ho praticamente ricominciato tutto da capo.

La società con cui hai re-iniziato a correre?
Ero ancora tesserato con la squadra marchigiana di MTB e con loro ho concluso la stagione. Poi una breve parentesi con una squadra veneta nel 2009, anno in cui ho ripreso a gareggiare

I maggiori risultati ottenuti (non necessariamente vittorie)
Nel 2009 sono stato convocato in nazionale master per gli europei a Praga dove mi sono classificato 4°. In quell’occasione Patrizia Spadaccini mi ha parlato del mondo paralimpico

Un nuovo mondo: il paraciclismo
Il paraciclismo esiste da molti anni, ma se ne parla sempre troppo poco. Anch’io non ne sapevo molto, conoscevo le imprese di Fabrizio Macchi, pioniere del paraciclismo, ma prima di incontrare Patrizia Spadaccini non avrei mai pensato di poterne far parte. Dallo scorso anno è ufficialmente parte integrante della Federazione Ciclistica Italiana sotto la guida del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e i paraciclisti sono categoria elite. Il CT dei paralimpici è il grande Mario Valentini, papà, zio, psicologo, meccanico di tutti noi , ma soprattutto conosciuto per la sua grande professionalità

I titoli e le soddisfazioni maggiori
Tutto è avvenuto con gran velocità: dalle prime visite in commissione medica per far parte del paraciclismo, alle prime due maglie tricolori in pista dello scorso anno a luglio, ai ritiri con la nazionale. Tutto in un mese e mezzo, per arrivare ai Mondiali Paraciclismo di Bogogno (No) a settembre 2009: medaglia d’oro nella cronometro venerdì 11 settembre e medaglia d’oro nella prova su strada domenica 13 settembre, a due anni esatti dall’incidente che poteva costarmi la vita.
E il CT Valentini ha creduto in me e mi ha portato anche in ritiro a Montichiari in pista, disciplina che non avevo mai praticato, per la preparazione ai mondiali pista di Manchester dove il 6 novembre nel km da fermo ho vinto il bronzo e il 7 novembre nell’inseguimento 4 km in qualificazione ho staccato il record del mondo e in finale ho vinto il terzo titolo iridato.
Quest’anno a Segovia in Spagna ho vinto la Coppa del Mondo Paraciclismo che era uno dei miei obbiettivi

La nuova squadra, la Regione Friuli Venezia Giulia
Da quest’anno sono tornato a correre con una squadra friulana grazie al sostegno dell’Assessorato al Turismo del FVG che mi ha voluto come Testimonial della Regione, è stato un grande gesto; è la prima Regione italiana ad avere un atleta disabile come Testimonial e io ne sono fiero e orgoglioso, spero di poter portare in alto il Logo del Friuli. Anche il comitato regionale FCI e il comitato regionale CIP si sono fatti in quattro per trovarmi una squadra disposta ad accogliermi. La S.C. Fontanafredda di Gilberto Pittarella è una gran bella realtà di ragazzi e tecnici, sono molto felice di essere arrivato da loro

I principali obbiettivi
Tra gli obbiettivi che mi prefiggo c’è la voglia di sensibilizzare le persone al mondo sportivo dei disabili. Mi fa piacere sapere che grazie al mio esempio, molti ragazzi disabili si sono avvicinati allo sport. Sono stato invitato anche in alcune scuole per raccontare la mia esperienza di vita e di sport.
Tra gli obbiettivi sportivi a breve termine ci sono i Mondiali Paraciclismo in Canada ad agosto, ma il più importante sono le Paralimpiadi di Londra 2012, appuntamento per il quale mi devo tenere al top costantemente

La visione postuma dell’incidente
E’ stata una dura prova alla quale sono stato sottoposto insieme a mia moglie, ma grazie a lei l’ho superata splendidamente e sono riuscito a fare cose impensabili. Vorrei concludere con questa frase di W.F.Halsey: “Non ci sono grandi uomini. Ci sono solo grandi sfide che uomini comuni come noi sono costretti ad affrontare dalle circostanze”

Nel salutarla il Team Isonzo le porge i migliori auguri per la stagione alle porte e la ringrazia per la disponibilità dimostrataGrazie a Voi!

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